La nostra prima volta al Club Privè

Una volta sbrigate le pratiche burocratiche del tesseramento siamo finalmente entrati nel club privè.  Luci soffuse a atmosfera delicata, diverse persone sedute su divanetti e alcune che ballavano in discoteca. Ordiniamo due drink e ci siamo su un divanetto.  Io fremevo dall’eccitazione e non vedevo l’ora di spogliarla, esporre la sua carne agli altri e vedere i loro cazzi farsi duri all’idea di infilarsi tra le sue tette rotonde o dentro la sua fica calda e aperta.

Mi moglie era su di giri da quando era entrata, l’aver avuto il coraggio di fare il passo la rendeva euforica, feci risalire la mano lungo la gamba, saggiando e godendo del contatto con il nylon delle autoreggenti, risalendo fino ad accarezzare la pelle scoperta della coscia, che aprì leggermente le gambe per facilitare il suo compito.
Arrivavi a sfiorare la fica e la trovai eccitata, le grandi labbra distese e gonfie al tatto, inserì un paio di nocche dell’indice che trovarono senza problemi la strada, affondai dentro tutto il dito che sprofondò senza problemi fino alle nocche. Lei emise un gemito soffocato dal bacio rovente che si stavano scambiando. Il dito affondò ripetutamente dentro la sua fica, accarezzai leggermente le grandi e piccole labbra, salendo fino su a stuzzicare il clitoride. Lei si piegò dall’eccitazione e si guardò intorno di sfuggita. Vide un uomo sulla quarantina seduto a qualche posto dal loro che li guardava, sentii un fiotto di eccitazione sgorgava da dentro di lei.

Era decisamente calda, aveva visto anch’io l’uomo e l’eccitazione aveva preso il sopravvento, il mio cazzo pulsava duro nei pantaloni e iniziai a frizionare sempre più intensamente Valeria, volevo che quell’uomo la vedesse godere. Alla sola idea ebbi un sussulto ulteriore nei pantaloni. Mi staccai dalla bocca di Valeria e le chiesi “hai visto l’uomo seduto vicino a noi?” Lei annuì, non aveva la forza di rispondere da tanta era l’eccitazione che provava in quel momento.

Riprese a masturbarla con forza “Forza puttana, godi di fronte a un altro, mostragli quanto sei cagna”. A quelle parole il cervello di lei scoppiò in mille pezzi e venne travolta da un orgasmo intensissimo, strinse le cosce fino a stritolarmi la mano….

Coppia anonima